ANTROPOLAROID”: L’EPOPEA DI UNA FAMIGLIA NEL NUOVO CUNTO DI TINDARO GRANATA

ANTROPOLAROID”: L’EPOPEA DI UNA FAMIGLIA  NEL NUOVO CUNTO DI TINDARO GRANATAMoreri, Sicilia, settembre 1925. Francesco Granata scopre di avere un tumore incurabile e si impicca. La moglie incinta rimane sola: si reca spesso al cimitero per bestemmiare sulla tomba del marito suicida. Inizia da qui il racconto della storia della famiglia di Tindaro Granatavenerdì 22 febbraio, alle 21, il giovane autore e interprete è in scena infatti con “ANTROPOLAROID” al Teatro Astra di Vicenza, mentre sabato 23 sarà sul palco del Teatro Villa dei Leoni a Mira (VE).

Lo spettacolo, vincitore del Premio della Giuria Popolare “Borsa Teatrale Anna Pancirolli” nel 2010, è “un racconto grezzo e popolare abitato da storie che i miei nonni, entrambi analfabeti, mi hanno tramandato, non consapevoli di utilizzare una tecnica antica – spiega Tindaro Granata -. Io le ho istintivamente memorizzate nel mio letto, come si memorizzano le favole della buonanotte.

Allontanandomi dal modello originario di tradizione orale del Cunto, riscrivo e reinterpreto il passato della mia famiglia intrecciandolo a episodi di cronaca avvenuti nel mio paese di nascita, nella mia Sicilia. Personaggi e voci vengono portati in scena esclusivamente con l’aiuto del mio corpo”.

E proprio la capacità di impersonare tutti i personaggi presenti nel testo gli è valsa il Premio “ANCT” dell’Associazione Nazionale Critici Italiani nel 2011. Nel 2012 Tindaro Granata ha infine ricevuto il Premio Fersen alla figura dell’Attore Creativo rivelatasi proprio con “ANTROPOLAROID”.

Lo spettacolo è dunque una saga familiare dai contorni a tratti grotteschi, a tratti delicati, narrata in dialetto siciliano antico e moderno.

Sullo sfondo emergono i temi della legalità e della mafia nella Sicilia del 1900 attraverso una storia familiare che si intreccia con la Storia. La vicenda prosegue così: MariaRosa Casella nel 1944 si innamora di Tindaro (nonno dell’attore), che incontra ad una serata di ballo al teatro Vittorio Emanuele di Messina organizzata da suo padre per presentargli il suo futuro sposo, un ufficiale tedesco. La giovane si oppone al matrimonio e non riuscendo a convincere il padre tenta il suicidio, ma l’amore per Tindaro la dissuade. Raggiunge il suo amante e insieme scappano, commettendo la famosa “fuitina”: dalla loro relazione nasce Teodoro Granata. Tindaro nel 1948 viene implicato in un omicidio di mafia, ordinato dal noto Signor Badalamenti di Patti e il figlio Teodoro comincerà un percorso di allontanamento dall’atteggiamento del padre. I fatti scorrono tra le generazioni della famiglia Granata per arrivare all’oggi e alla vita dell’attore-autore stesso, messa in scena fino alla decisione di diventare un attore.

ANTROPOLAROID” unisce il teatro dei racconti e dei proverbi della terra sicula a un lavoro sulle figure, sulla musica e la memoria: “uno spettacolo di poesia popolare”, per usare le parole dell’autore. Senza artifici scenografici, Tindaro Granata dà voce e corpo a un’umanità variegata: nel racconto i personaggi si alternano, si sommano e si rispondono, come legati da un comune cordone ombelicale. Le biografie dei nonni, dei genitori, degli zii di Tindaro incrociano quelle del boss mafioso Badalamenti, fino a comporre un’unica storia nella quale il male si perpetra sempre, come un’eredità misteriosa tramandata di generazione in generazione, un male che si presenta ad ogni nascita e ad ogni morte.

Tindaro Granata è nato a Tindari, in Sicilia. Inizia il suo percorso artistico nel 2002 con Massimo Ranieri. In questi anni lavora con: Maurizio Scaparro (Pulcinella), Roberto Guicciardini (Enrico IV), Nikita Milivojevic (Noushurid Fruit), Carmelo Rifici (Il gatto con gli stivali, La testa del profeta, Fedra), Cristina Pezzoli (Blitz). Da due anni fa parte del progetto PPP coordinato da Cristina Pezzoli. Ha appena debuttato in forma di studio un nuovo lavoro corale che lo vede impegnato come autore e attore sulle relazioni e sulla violenza.

 

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